I sub-agenti funzionano davvero quando li progetti per compiti chiari, non per etichette tecnologiche: servono a ridurre il rumore nel contesto del coding agent, velocizzare attività ricorrenti e rendere il workflow del team più riusabile.

L’errore iniziale è comune: appena scopri il concetto dei sub-agenti, inizi a crearne uno per ogni stack, per esempio “csharp senior software engineer”, “react senior software engineer” o “java expert engineer”. Ma non è il modo migliore per ottenere risultati.

Cos’è un sub-agente

Un sub-agente è un agente specializzato in un compito specifico che viene avviato dall’agente principale.

Il suo scopo è evitare di sovraccaricare il contesto dell’agente principale con informazioni non necessarie al task corrente. Se il tema ti interessa, qui trovi il ragionamento di base: Context is king.

Esempi tipici:

  • analisi di log per troubleshooting
  • ricerche mirate nella codebase
  • esecuzione di test automatici
  • raccolta di evidenze per una code review

Come usarli nel flusso quotidiano

Un sub-agente può essere avviato in modo automatico dal tuo coding agent quando rileva la necessità di eseguire un compito specifico. Per esempio, se emergono errori nei log, può delegare l’indagine a un sub-agente specializzato nell’analisi dei log.

Puoi anche essere tu a richiederlo esplicitamente nel prompt in linguaggio naturale. Per esempio: “Avvia un sub-agente per analizzare i log e trovare la causa principale del problema”.

Come sfruttarli al massimo

Nelle attività individuali e di team esistono pattern ricorrenti. La code review, per esempio, spesso segue convenzioni aziendali precise. In questi casi conviene creare sub-agenti personalizzati.

Perché funziona:

  • specializzazione sul task, non sul linguaggio
  • scelta del modello più adatto per costo e qualità
  • set di tool predefinito per ridurre tempi e rischio
  • confini di sicurezza più chiari sul perimetro operativo

Qui entrano in gioco anche le istruzioni condivise e la configurazione dell’agente. Se stai lavorando su questo aspetto, ti conviene leggere anche Come scrivere un buon AGENTS.md e Scegli con dovizia i tool per il tuo coding agent.

In pratica, non devi ripetere ogni volta istruzioni lunghe su modello, tool e policy: il comportamento utile è già incorporato nell’agente.

Crea un sistema di sub-agenti

Creare un sistema di sub-agenti personalizzati è un passo importante per standardizzare le attività del team e mettere a fattor comune scoperte e best practice.

L’obiettivo non è avere più agenti, ma avere agenti con responsabilità chiare, input prevedibili e output riusabili nel flusso di lavoro.

Da dove iniziare

Se non sai quali sub-agenti creare, inizia da questi casi ad alto impatto:

  • un agente per cercare informazioni nel sistema di ticketing, come Jira, Azure DevOps o GitHub
  • un agente per ricerche mirate nella codebase
  • un agente di coding per task implementativi delimitati
  • un agente di code review, idealmente con un modello diverso da quello usato per scrivere codice

Se stai definendo un workflow di team con coding agent e sub-agenti, puoi partire da questi principi e poi adattarli al tuo contesto. Se vuoi approfondire questi temi, iscriviti alla newsletter oppure contattami per lavorare su processi, tool e policy in modo più strutturato.