Questo weekend in casa ci siamo ritrovati con molto più bucato da lavare del solito.
Di fronte a questo evento mi sono posto la domanda… come la gestirei se fossi un’azienda?
Aspetta, una casa/famiglia di 4 persone è esattamente come un’azienda. È piena di processi nascosti!
Allora ho deciso di provare a gestire il bucato come se dovessi gestire un processo di sviluppo software e interpretando il tutto secondo la metodologia Kanban.
Processo: analisi del bucato in arrivo, lavaggio (con lavatrice), asciugatura (con stendino o in asciugatrice), piegare, stirare rimettere nell’armadio.
È chiaro che il collo di bottiglia è l’asciugatura, sopratutto d’inverno. Lavare di continuo non avrebbe senso, si accumulerebbero pile di bucato bagnato davanti agli stendini. Quindi la capacità del sistema è dettata dalla capacità di asciugatura. Come sfruttarla al meglio? Primo, non devono mai essere vuoti ma essere sempre occupato ad asciguare e secondo, dove possibile, usare l’asciugatrice per i capi compatibili.
Un altro ragionamento interessante è analizzare il bucato in arrivo: non è tutto uguale e richiede lavaggi diversi e asciugature diverse che posso sfruttare. Inoltre, i delicati sono molti meno dei capi in cotone tradizionale e non riempiranno mai una lavatrice. Come gestirli?
Mi sono quindi ritrovato a dividere il bucato in vari cesti, ognuno con etichette con indicato cosa inserire e quando avviare il lavaggio (es.: cestone all’80% per i capi colorati normali, 5-6 capi per i delicati che altrimenti non verrebbero mai lavati perché sempre superati dai quelli normali che riempiono il cestone).
Il parallelo col mondo del software
Cos’ha in comune tutto questo con lo sviluppo software? Beh… tutto!
Il bucato in arrivo sono i vari tipi di lavoro da fare: bug, refactoring, nuove feature, cambi di configurazione…
Un’attenta analisi delle attività in arrivo permette di pianificare bene i lavori e mantenere il vincolo (in genere lo sviluppo) sempre impegnato nel modo ideale.
Lo sviluppo e la revisione (di solito tramite PR) sono come lavaggio e asciugatura (a ruoli invertiti, di solito il collo di bottiglia è lo sviluppo).
Quei piccoli bug secondari o le piccole attività di migliroamento che nessuno completa mai sono come i capi delicati da lavare… pochi che vengono lasciati sempre in disparte. Ma quando ne avrai bisogno ti pentirai di non averli sistemati!
Conclusioni
Insomma, potrei essermi fatto prendere la mano ma se vuoi davvero comprendere il movimento del lavoro in una software factory fai il parallelo con qualcosa di fisico con cui ti capita spesso di interagire e, secondo me, il bucato è l’ideale!