Nel messaggio precedente relativo alle misurazioni da adottare per una software factory abbiamo parlato di WIP limit.
Qui mi concentro sul lead-time.
Lead-time
Il lead time indica quanto tempo ci impiega la software factory ad evadere una richiesta dal momento in cui viene inserita a sistema al momento in cui arriva in produzione.
Quando ci si impiega mediamente? E con quanta variabilità?
Questa informazione è importantissima perché permette di pianificare e (cosa vorrei vedere in produzione tra X giorni?) monitorare l’efficenza di processo.
È l’indicatore principe della Lean perché è globale e end-to-end: se i processi migliorano allora questo tempo si abbassa.
Ecco un esempio di grafico che monitora il lead-time in Azure DevOps.

In nero vediamo l’andamento della media nel tempo e in grigio la varianza, indice di affidabilità e costanza dei processi.
Per tipologia
Una cosa utile è avere il lead time dedicato per varie tipologie di lavoro (work-item).
Che tempi abbiamo sui bug?
E sulle user story?
Conclusione
Quando iniziamo a misurare il lead time, la tentazione è usarlo come un’arma: “questo team è lento”, “quell’altro va più veloce”. Ma il lead time non serve a giudicare le persone: serve a farci vedere il sistema.
Ridurre il lead time non significa correre di più, ma eliminare gli sprechi, i blocchi e l’incertezza che rallentano il valore nel suo percorso verso il cliente.
Quando il tempo medio si accorcia e la varianza si riduce, il sistema diventa più prevedibile. E la prevedibilità è la vera libertà: permette di promettere con fiducia e di mantenere le promesse.