I falegnami lo sanno bene “misura due volte, taglia una”. Cosa possiamo imparare da questa saggezza artigianale per il nostro lavoro con l’AI? Di usare le funzionalità di planning dei coding agent (Claude, Copilot, Codex…) prima di implementare. Perché?
I coding agent sono guidati dagli LLM che hanno la tendenza a “sbrodolare” e a volte di essere fin troppo proattivi. Inoltre, potrebbero avere delle “allucinazioni” e prendere delle tangenti durante l’implementazione se si parte da un prompt vago.
Con una pianificazione creiamo un piano insieme all’agent che ci farà domande per chiarire requisiti nascosti, casi limite o altri dettagli. Una volta che abbiamo rifinito il piano con l’agent, questo viene memorizzato in un file markdown che di solito è strutturato in fasi di implementazione e step.
A questo punto possiamo usare questo file per avviare l’implementazione. E qui scatta la magia. Siccome i token prodotti dagli LLM sono influenzati dai token precedenti, avendo un piano più dettagliato invece di un prompt generico, l’agent sarà più focalizzato e riduciamo drasticamente le possibilità di “sbrodoling”. Inoltre, possiamo procedere uno step per volta e fermare la sessione per riprenderla in un secondo momento, senza perdere il contesto o dover ripetere le stesse informazioni con un uso efficiente di token e constesto. Infine, questo piano viene anche usato per tenere traccia del progresso così l’agent sa dove è arrivato.
Insomma, la saggezza popolare è proprio saggezza perché si applica praticamente ovunque… e chi l’avrebbe mai detto che i falegnami ci avrebbero aiutato con l’AI?