Me ne accorgo settimanalmente e più volte alla settimana. Una delle cose più difficili nei team di sviluppo è sapere comunicare chiaramente cosa fare e quando considerarlo fatto.
Il metodo più efficace per sistemare questo problema, ritengo, sia quello di scrivere. La scrittura è un proxy per la comprensione. Se non riesco a scrivere chiaramente, probabilmente non ho capito bene io stesso. Se invece riesco a mettere per iscritto in modo chiaro, allora vuol dire che ho compreso bene l’argomento.
Purtroppo, però, c’è la percezione che dedicare tempo a scrivere un requisito, degli acceptance criteria, documentare un desgin discusso e vagliato col team sia una perdita di tempo. Perché software engineer == programmatore == il mio lavoro è scrivere righe di codice. Questo cortocircuito è davvero frequente: “per dimostrare che ho lavorato allora devo aver scritto codice”. Ma no! Lo ricordo chiaramente, il prof. di ingegneria informatica all’università ci diceva sempre “il compito di un ingegnere è quello di pensare, e di dimostrare che ha pensato scrivendo”. All’inizio non ci credevo molto ma all’epoca gli diedi il privilegio del dubbio. E ora, anni dopo, mi rendo conto che aveva ragione. Scrivere è un modo per dimostrare che abbiamo pensato, che abbiamo compreso, che abbiamo fatto chiarezza. E questa è una delle cose più importanti per un software engineer.
Per riuscire a dare una forma scritta e comprensibile alle idee è necessario avere ben chiari i concetti e cosa vogliamo trasmettere. Forzandoci a scrivere, perciò, ci forziamo a comprendere fino in fondo.
In un’epoca in cui il coding viene delegato sempre più agli agenti, è fondamentale che i software engineer si concentrino su ciò che l’AI non sa fare: creare chiarezza, pensare per sistemi, scrivere e documentare. Scrivere non è solo un modo per comunicare con gli altri, ma è anche un modo per comunicare con noi stessi e con il nostro futuro.
Quindi ai software engineer che si stanno chiedendo “come posso rimanere rilenvante in un’epoca in cui il coding viene delegato sempre più agli agenti?” io rispondo “facendo una cosa che l’AI non sa fare: creare chiarezza, pensare per sistemi, scrivere e documentare”.