Più di una volta, nella mia carriera, ho pensato che programmare oggi assomigli più all’assemblaggio che alla costruzione da zero. Quasi ogni problema che incontriamo è già stato affrontato da qualcun altro, che magari ha realizzato una libreria e l’ha resa disponibile come open source o a pagamento.
E quindi… mi chiedevo… cosa siamo? Programmatori-assemblatori? Dove si traccia la linea di confine? Quando sto davvero programmando qualcosa di nuovo? E con l’uso dell’AI, quanto davvero sto programmando io?