Oggi sono tornato alle basi. Ma alle basi proprio. Ho avuto l’opportunità di aiutare un ragazzo che sta muovendo i suoi primi passi nella programmazione (con Java, ma poco importa, arriverà nel lato giusto della forza con C# a tempo debito!!!). Notepad++, javac e niente debugger.

E lo devo ringraziare perché mi ha fatto ricordare l’entusiasmo e le difficoltà degli inizi: imparare a “eseguire il codice nella mente”, a dare il nome alle cose, a immaginarsi come risolvere un problema passo-passo per arrivare con pazienza, tentativi ed errori alla soluzione dell’esercizio. E ancora, quanto saper programmare sia un modo di ragionare, di disporre i pensieri, di creare strutture astratte nella propria testa… e solo alla fine esprimerle in un linguaggio di programmazione.

Queste sono le basi, il cambiare le marce a mano, grattando e sfrizionando. Ma questi sono i momenti in cui si forgiano le abilità che servono per comprendere sorgenti e architetture del software. Un algoritmo di sort alla volta.

Queste sono abilità fondamentali perché in un futuro non troppo remoto, questo ragazzo e tanti come lui, avranno a che fare con l’agentic coding e saper valutare il prodotto di una AI… o mettere in piedi i sistemi per valutarlo. Se non ti sei sporcato le mani non potrai mai farlo. Scrivere codice, in un futuro non troppo lontano forse sarà una commodity, ma se non l’hai mai scritto di tuo pugno come fai a costruire sistemi complessi con qualcosa che non hai maneggiato?

Grazie E.!